home2

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player



PER DARE LIBERTA' ALLA MUSICA


In viaggio, un'altra volta per Sacile. Un compositore francese, del periodo Art Nouveau come spesso accade, mi ha riempito la vita con anni di studio e di ricerche. Un solo obbiettivo: riunire il più possibile le opere per pianoforte solo, riscoprendo anche i brani rimasti inediti, per rendere onore al musicista, spesso dimenticato, tramite la registrazione.
I grandi interpreti, le grandi orchestre suonano sempre le stesse opere: forse è una scarsa conoscenza dei maestri, forse un obbligo di volersi confrontare in un duello virtuoso sugli stessi pezzi, forse poco tempo per dedicarsi allo studio di nuovi programmi, o forse sono i direttori artistici dei teatri che per paura di non vendere i biglietti limitano il repertorio classico a pochi, sicuramente straordinari, compositori… E il pubblico? Il pubblico ahimè, è sempre quello che subisce le decisioni di altri: la forza del commercio e della comunicazione impongono tutto.

Ma parto serena. Ormai da diversi anni non sono più in conflitto con questi obblighi commerciali. Mi dedico al repertorio preferito riscoprendo "fiori musicali" inaspettati, composti in un' epoca dove l' arte, la musica, la poesia, la ricerca della bellezza facevano parte integrante del lavoro dell' artista. Ma il lavoro dell' artista è profondo, estenuante: spesso crea momenti dolorosi, in conflitto con se stesso, con il mondo che non lo capisce ancora. La ricerca lo guida verso il futuro, spesso verso le dissonanze, verso l'affermazione dei diritti, o verso le rivoluzioni. Solo il tempo darà voce al giudizio sulle sue creazioni…
Non riesco a non pensare a Germaine Tailleferre, donna ostinata e capricciosa: voleva affermarsi. Una donna, solo una donna: senza diritto di voto, senza diritto di comporre: " …al massimo una donna garbata può suonare il pianoforte in un salotto, andare in giro per l' Europa a far concerti è già poco serio, mettersi a scrivere poi…!" Ma che bella quella Sonata per violino e pianoforte, scritta nel '21, decisamente moderna, quasi in concorrenza a Ravel, …brava come lei voleva essere. Poi la sua "fuga" a New York e la sua straordinaria vita ricca di incontri straordinari, di composizioni, ma anche di film e di musica per vivere, specie nei momenti meno fortunati…
Fortuna…chissà se la mia registrazione di Aubert avrà fortuna.
Aubert. Louis. Bambino prodigio, poi isolato e dimenticato nell' oblìo generale. Che difficoltà imporlo a una casa discografica: molti non lo conoscevano, qualcuno mi chiedeva se si parlava di un compositore di musica barocca, un certo Jacques, ben pochi si ricordavano che questo serioso compositore bretone aveva scritto brani splendidi come Sillages, descrittivi fino all' inverosimile delle immagini della sua mente.
Fu così che, per poter incidere tutte le opere pianistiche di Aubert, mi chiesero di registrare l'opera integrale dei brani scritti in originale per pianoforte di Satie !!
Qui era ben diverso: il compositore, morto quasi sconosciuto e senza un franco, era già stato riscoperto negli anni '60, da Cage, e poi grazie all' enorme lavoro di Ornella Volta, che vi si era dedicata anima e corpo. Qui il lavoro è stato lungo, sì, ma soprattutto per dare una visione diversa all' interpretazione abituale delle sue opere. Lo studio approfondito della sua vita e del suo pensiero. L' ironia, la poetica e la tenerezza di un uomo non capace di vivere secondo le imposizioni della società.
Così, finite le registrazioni, decisi di rendergli un omaggio. Un omaggio che forse avrebbe apprezzato, più di tante registrazioni legate a dettami interpretativi precostituiti lontani dal suo modo di essere…
Utilizzai Vexations. Vessazioni, umiliazioni, sofferenze. Ripetere il brano, che poi non è altro che un basso ripetuto con due armonizzazioni, come lui aveva scritto: ossia ripetuto 840 volte a tempo lento! Grazie a questo brano, Satie fu definito "il precursore del minimalismo"… Tardi, sempre tardi. Intanto morì solo, con i suoi ombrelli, unico capriccio della sua vita.
Come dicevo, decisi di rendergli omaggio non solo incidendo un disco intero con 42 esecuzioni di Vexations, affinchè l'ascoltatore potesse riascoltare per venti volte il cd e farsi un' idea della totalità dell' opera (cioè circa 24 ore), ma dipinsi anche un quadro e ne feci fare centinaia di multipli, tessuti. Poi li incisi "tagliandoli" nello stesso punto e li ricucii artisticamente, ognuno in modo leggermente diverso, come se ogni volta l' interpretazione dello spartito fosse leggermente diversa, ma sempre giusta…Devo dire che non ho ancora ricucito tutti e 840 i pannelli, ma prima o poi…

Quanti racconti ho scoperto, quante storie sono entrate nella mia vita. La povera Lilì Boulanger, morta a soli 25 anni, nel 1918, ma con talento raffinatissimo, di cui ho registrato alcuni brani, o Poulenc, Ibert, Milhaud, giovani rivoluzionari che cercavano di andare oltre ai confini esplorati da Debussy…
Di lui, del Maestro, genio della musica moderna, ho inciso tutta la musica da camera, dopo averlo eseguito in tanti concerti. Debussy. La forza scatenante della ricerca e dell' abbandono del perbenismo, anticonformista dell' armonia classica, ma sempre all' inseguimento di una poetica bellezza. Indimenticabile la registrazione della Sonata per violoncello e pianoforte, i problemi con le corde di budello.. le prove con i miei amici Christian Bellisario, Massimo Marin, tanto per ricordarne alcuni.
Ma questi sono ricordi di gioventù. Da molti anni mi dedico anche all' arte contemporanea e cerco di non lasciarmi coinvolgere troppo dalle storie dei miei "compositori ritrovati"…Già, e intanto, a forza di studiare la storia dell' Art Nouveau e la "ricerca del tempo perduto", mi ritrovo di nuovo "catturata" dai miei ingegneri del suono a Sacile. Ma questo è l'ultimo viaggio dedicato a Reynaldo: stiamo terminando il montaggio delle registrazioni.
Da quando l'ing. Paolo (1) ha fatto costruire il suo Auditorium, vengo sempre qui a registrare. Un giorno mi fece trovare tre magnifici pianoforti a coda sul palco…ne scelsi uno: il più ricco di armonici, il più coinvolgente e affascinante: era appena stato battezzato da Ciccolini, "Mago Merlino". Scelsi lui e quella sala con il riverbero naturale. Giusta per la mia musica Art Nouveau.

Sì, questa volta, rispetto ad altre composizioni degli anni '20, '30… sono tornata un po' indietro nel tempo. La scrittura di Reynaldo non è certo all' avanguardia. Reynaldo H A H N. Cognome difficile: spesso devo sillabarlo, per farmi capire.
Un po' venezuelano, un po' tedesco, tanto francese… Il re dei salotti parigini della Tout Paris del primo novecento! Cari critici, che "errore" anche stavolta: non è così. Reynaldo era tutt' altro che superficiale. Perfezionista, studioso dell' arte e preciso nell' armonia, lavoratore instancabile. Certo era anche un buon manager di se stesso. Sapeva conquistare il pubblico e riempire i teatri, come quando fu direttore al Teatro dell'Opera di Cannes, ma nei brani pianistici dei primissimi anni del novecento, specie nel Rossignol Eperdu componeva con cura e dovizia di particolari, come Claude Monet curava le sfumature, la luce, le impressioni mentre dipingeva le sue tele.

Che momenti di gioia quando oltre alla musica pubblicata trovai diversi inediti…In questi ultimi anni tra le partiture scovate negli Stati Uniti e quelle trovate tramite Jean-Christophe (2), la caccia al tesoro è stata molto appagante…Tant'è vero che a un certo punto nacque l'idea di creare un documentario su Reynaldo. Non una biografia, ma un ritratto sulla personalità di questo artista che finora era stato descritto con superficialità. Il lavoro sta prendendo forma, e con la meticolosità di Jean-Christophe si sta creando un immagine profonda e umana di Reynaldo: uno studioso delle arti, un compositore abile ed ispirato, un vero ricercatore della bellezza.

Ecco la bellezza, ancora una volta: anche Debussy cercava la bellezza. Ma com'era diversa la sua ricerca… forse, in fondo, ogni compositore come ogni interprete, a suo modo, vuole solo dare libertà alla musica.

Cristina Ariagno



1. Paolo Fazioli, presidente Fazioli pianoforti
2. Jean-Christophe Etienne, presidente Ass. Reynaldo Hahn di Parigi




home


HOME