IL
BRANO MUSICALE Erik
Satie ha composto Vexations nel 1893, ma il brano è stato suonato per la
prima volta 70 anni dopo, nel 1963 a New York, grazie all'iniziativa del compositore
americano John Cage.
Vexations
si presenta come una delle opere più "brevi" della musica occidentale
(152 note di cui solamente 144 suonabili) e paradossalmente risulta essere la
più "lunga"
.perché il "motivo" in questione
deve essere riproposto 840 volte di seguito. Il brano potrebbe essere paragonato
al "motivo-disegno" di una tappezzeria ed è costituito da un
tema con due armonizzazioni differenti. Satie indica di prepararsi nel massimo
silenzio e seria immobilità. Per la prima volta, le parole "silenzio"
e "immobilità" vengono integrate in un'opera musicale. La
performance può durare da 12 a 24 ore circa, in base al tempo scelto dall'interprete.
Ma non dimentichiamo che l'indicazione scritta da Erik Satie è di eseguirla
"Très Lent". LA REGISTRAZIONE Cristina
Ariagno, durante la registrazione dell'opera integrale pianistica di Satie, ha
interpretato Vexations di seguito e senza interruzioni per un'ora e 15 minuti
con un totale di 42 esecuzioni ( VI Volume dell'integrale). Volendo si può
riascoltare il cd per 20 volte di seguito ed ottenere la performance completa:
840 volte per circa 24 ore. L'INSTALLAZIONE L'installazione
Vexations è nata come omaggio particolare a Satie. Cristina Ariagno ha
voluto riprodurre in arte l'idea musicale del compositore. Una singola opera
pittorica però non era sufficiente per rendere efficacemente le iterazioni
di Vexations e l'effetto ipnotico da esse suscitato. Così,
dalla prima tela è nata l'idea di riprodurre centinaia di esemplari in
tessuto filato. Ogni pannello è stato tagliato nello stesso punto, poi
ricucito con una interpretazione diversa. I pannelli, intesi come "motivo-disegno"
tappezzano la stanza, mentre il visitatore, seduto di fronte ad un video multi-mediale,
può assorbire l'effetto sonoro, visivo e percettivo in maniera totale.
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